lunedì 2 novembre 2020

[Recensione] HORNS (2013)

recensione film horns 2013 daniel radcliffe
Titolo originale:
Horns
Anno: 2013
Regia: Alexandre Aja
Soggetto: Joe Hill
Sceneggiatura: Keith Bunin
Cast: Daniel Radcliffe, Juno Temple, Max Minghella


Prima reazione nel vedere il poster: 
... E' uno scherzo?
Seconda reazione nel vedere il poster: 
E' uno scherzo.
Terza reazione nel vedere il poster: 
... No, sul serio, è uno scherzo?

Analizziamolo giusto un secondo:
Abbiamo quel pazzo di Daniel Racliffe protagonista, che abbiamo già visto nel ruolo di cadavere scureggione, nerd con due pistole inchiavardate nelle mani, vedovo maledetto da un fantasma, medico cocainomane, operaio di Dio, assistente di Frainkenstein, uomo nudo a teatro... Insomma, per scrollarsi di dosso l'immagine di Harry Potter ormai a questo poveretto manca solo di dare il culo per le strade. 
In questo film ci va vicino.
✔ Daniel Radcliffe che fa il figo maledetto â la Pattinson
✔ Daniel Radcliffe figo maledetto con le corna ricurve da caprone
✔ Daniel Radcliffe figo maledetto con le corna e un enorme pitone in CGI da 30 euro molto allusivo.
✔ Daniel Radcliffe figo maledetto con corna, pitone e fighino abbarbicato dietro tipo Audrey Hepburn sul vespino di Gregory Peck in Vacanze Romane, che con le corna e il simbolo fallico ci sta una crema. Ha l'aria infastidita di chi in quel bosco nebbioso ha appena pestato una cacca. 
Ci tengono a specificare che il regista è quello di Piranha 3D.

Insomma, a questo giro il capolavoro era dichiaratamente dietro l'angolo.
E' colpa mia.

DUE RIGHE DI TRAMA
recensione film horns 2013 daniel radcliffe
Ignatius "Ig" Perrish (Daniel Radcliffe) ha trascorso la serata ad ubriacarsi e si risveglia sul pavimento del suo appartamento. 
Gioco di camera paXXerello e moderno, il pavimento è a rovescio.
Fuori è assembrata una pletora di giornalisti e subito veniamo a sapere il motivo di tanto interesse mediatico: Ig è accusato di aver ucciso brutalmente la sua ragazza, Merrin (Juno Temple), e tutte le prove sembrano contro di lui. La ragazza era molto amata nella piccola comunità quindi non aveva nemici; Merril aveva deciso di lasciarlo la sera prima asserendo vagamente di dover andare in California e di aver bisogno di spazio; una cameriera afferma di averlo visto trascinare via la sua ragazza dal Diner dove avevano discusso violentemente al momento della rottura; e giusto perché Ig è fortunato le prove della scena del crimine, situate in un laboratorio di Tacoma, sono state distrutte da un incendio. Nemmeno la sua famiglia sembra credere alla sua innocenza, a stargli più vicino è suo fratello maggiore Terry (Joe Anderson) e solo il suo migliore amico, Lee (Max Minghella), che gli fa anche da avvocato, sembra sinceramente convinto che a dispetto di tutte le prove contro di lui Ig non avrebbe mai torto un capello a Merrin.

recensione film horns 2013 daniel radcliffe
Rimasto completamente solo, oggetto dell'odio e del disprezzo dalla comunità, Ig finisce col cercare la compagnia dell'unica persona che non vorrebbe riservargli lo stesso trattamento della morta, l'amica d'infanzia Glenna (Kelli Garner). Caratterizzazione poco cliché: Glenna ha voglia di fare sesso con Ig perché lo ama da quando era piccola: non ci sarebbe niente di male dal momento che sono entrambi liberi e nessuno gli punta una pistola alla tempia, ma per fare contrasto con l'angelica Merrin è un odioso puttanone tinto e tatuato che sembra avere almeno 45 anni e offre pompini di consolazione a caso.
recensione film horns 2013 daniel radcliffe
Questa mano po' essere piuma
o po' esse legno compensato

Ma non pago di aver bevuto e fatto sesso promiscuo con questa ignobile emissaria del male Ig in preda alla crisi di fede ha pure vandalizzato la statua della madonnina più brutta che mente iconoclasta abbia concepito: se i film horror americani g-g-giovani del Duemila ci hanno insegnato qualcosa è che l'ateo miscredente se la piglia in culo.
E infatti...

Il giorno dopo Ig si risveglia sbronzo, nudo, accanto a Glenna e con un paio di corna da caprone che gli spuntano dalla fronte: Glenna non sembra trovarlo per nulla strano e in più si comporta in maniera paXXerella sbranandogli davanti agli occhi 6 ciambelle glassate e confessandogli di voler diventare grassa da schifo. Oooookay...
A questo punto il mio primo pensiero è stato: "Tutto chiaro, la tatuata malvagia ha evocato il male per avere l'uomo che ama nel momento in cui è diventato blasfemo quanto lei e la cosa le si è rivoltata contro", ma a questo giro il film tenta il grande balzo e fa l'originale. Glenna infatti non c'entra nulla: anzi, il personaggio è proprio inutile in linea generale.
A una cosa sola serve:
Ig cerca di andare in ospedale a farsi rimuovere chirurgicamente le corna, ma intorno a lui la gente continua a comportarsi in modo sempre più strano, dando sfogo ai propri pensieri più intimi e ad abbandonarsi ai pensieri più sconci e perversi: una donna in sala d'attesa gli chiede se può prendere a calci la figlia e scoparsi un nero (seguono immagini evocative in cui Ig per motivi astrusi ha dei flashback tipo Vietnam), la figlia cordialmente ricambia l'affetto affermando di voler dare fuoco alla madre, l'infermiera gli rivela di volersi scopare il medico perché tanto il suo ragazzo la tradisce e mentre è sotto anestesia ancora col seghetto piantato nell'osso il medico ferma tutto e si scopa l'infermiera.
recensione film horns 2013 daniel radcliffe
Questa era anche la mia faccia in corso di visione.
Ig uno di noi.

Alle scene trasgry a caso si inframezzano pubblicità della Mulino bianco a caso e drama delle periferie a caso: scene in cui Ig ricorda i dispetti, il bullismo, quando si facevano esplodere le cose con i botti e si rischiava di morire annegati tuffandosi dai moli a bordo di un carrello della spesa; ma anche il giorno in cui ha conosciuto Mellin in chiesa e in cui ha ritrovato il suo ciondolo a forma di croce: chiede a Lee di aggiustarlo e lo restituisce alla legittima proprietaria prendendosi il merito della riparazione, creando i presupposti per una tenera storia d'amore fanciullino con una brava ragazza di chiesa basato sulla menzogna.
Tutto molto interessante.
recensione film horns 2013 daniel radcliffe
Scelte musicali coraggiose e alternative,
Heroes di David Bowie:
🎵 And we kissed, as though nothing could fall (nothing could fall)
And the shame, was on the other side
Oh, we can beat them, forever and ever
Then we could be heroes, just for one day 
🎵
Andato da un prete che gli consiglia di suicidarsi perché fa schifo e arrivato a casa dei genitori dove subisce il disprezzo e l'odio dei genitori che lo ritengono non solo un assassino e uno spreco di ossigeno ma anche un lagnoso cacacazzi (core de mamma), Ig arriva finalmente a capire quanto faccia cagare l'effetto che hanno le sue corna sulle persone: non fanno venire voglia di scopare, ma di essere sinceri, abbandonarsi all'istinto e confessare i propri più intimi desideri. ... Era meglio se facevano scopare.
Solo Lee sembra essere immune dai suoi poteri nefandi, anzi manco vede quel palco di corna che ormai rivaleggia con quelle di Bambi a primavera, dal che Ig deduce che le corna non funzionano sulle persone buone.
E sei buono solo se non credi Ig un assassino.
recensione film horns 2013 daniel radcliffe
Per tutta la pellicola Radcliffe ha la faccetta di chi
non ci crede che ha accettato di fare 'sta cazzata.

A questo punto Ig si fa Spiderman e decide che da grandi poteri derivano grandi responsabilità: grazie alle corna magiche riesce a scoprire il nome del testimone chiave del processo, quello che lo avrebbe visto trascinare Merrin fuori dal locale in cui lei aveva appena deciso di lasciarlo per poi ucciderla brutalmente: si tratta di una cameriera che ha inventato tutto, compresi una serie di particolari morbosi completamente campati per aria in cerca dei 5 minuti di gloria. Scopre anche che è stato Terry ad accompagnare Merrin nel bosco, per poi addormentarsi in macchina aspettando inutilmente il suo ritorno. Al mattino trova una pietra insanguinata nel suo abitacolo e se ne libera.
Anche lui era innamorato di Merrin.
recensione film horns 2013 daniel radcliffe
La recitazione posatissima di Heather Graham,
nel ruolo della cameriera la cui attendibilità come testimone
non è mai messa in discussione dagli occhi da folle
e il sorriso da Joker.

A questo punto, visto che ormai mezzo stato voleva farsi la sua ragazza (tranne i due poliziotti della città, che scoprono di volersi scopare a vicenda - stavamo in pensiero, il cliché dei poliziotti gay mancava all'appello e in effetti era da un po' che nessuno scopava, stava quasi per saltar fuori della trama attorno a tutto il porno), nemmeno Lee gliela conta giusta: diventa anzi sospettino per la sua immunità alle corna, e ne ha ben ragione. Dopo un breve alterco Ig scopre che Lee porta al collo la croce di Merrin. La ragazza gliel'ha regalata un paio di mesi prima, quando hanno cominciato a frequentarsi alle sue spalle.
Momento flashback lacrime strappastoria.
recensione film horns 2013 daniel radcliffe
Cliché dei bei momenti amicali
Cliché del: "L'ho sempre saputo!"
Cliché di lei che fa la simpatica wannabe fotografa.
Tutto con l'immancabile musichetta triste al pianoforte.
A questo punto a Ig non resta che una cosa da fare: smettere i panni di Spiderman e diventare Batman, dedicando la sua vita alla vendetta. Recuperati da non si da dove degli orrendi serpenti in CGI (serpenti che dopo non si vedranno mai più) sfregia la cameriera psicopatica, fa scopare i due poliziotti, manda il fratello preferito di papà, quello drogato e alcolizzato, in crisi d'astinenza facendogli rivivere le sensazioni provate da Merrin prima di morire e strappa via dal collo la croce a Lee.
Improvvisamente il ragazzo vede le corna di Ig.
E Ig vede che l'amico avvocato è un mostro disturbato (sorpresa!). 
recensione film horns 2013 daniel radcliffe
Recitazioni posatissime 2.
Era proprio la croce d'argento a proteggerlo dal suo influsso malefico e ora finalmente Ig può vedere come stanno davvero le cose e dare quello che si merita all'assassino della sua amata.
... E Invece no.
Perché siamo solo a un'ora e venti di film, quindi nonostante Ig sia armato di forcone e Lee disarmato, nonostante abbia dalla sua poteri paranormali demoniaci tra cui il controllo di pitoni di due metri, Lee riesce a neutralizzarlo, ficcarlo nella macchina e a dargli fuoco. 
Very plausibile.

Il giorno dopo tutti credono che Ig si sia suicidato dopo aver confessato i suoi crimini all'amico: stacco commovente sui genitori piangono perché BOH. In realtà nonostante il fuoco gli abbia lasciato profonde ustioni su buona parte del corpo è ancora vivo e incazzato. 
recensione film horns 2013 daniel radcliffe
Eh, regolare.
Pensa se invece dio ce lo aveva sul cazzo
che succedeva...
Si reca a casa del padre di Merrin per metterlo al corrente delle ultime novità su Lee con l'intenzione di restituirgli la croce della figlia (un ricordo della moglie defunta di cancro): l'uomo, che ora inspiegabilmente crede nella sua innocenza, gli dice che la croce è meglio se la porta lui che ne ha più bisogno, e gli consegna una chiave che avrebbe voluto fargli avere Merrin, che apre una cassaforte segreta nel loro rifugio segreto che contiene una lettera segreta con una confessione segreta in un codice segreto: quella sera al Diner lo ha lasciato perché stava morendo dello stesso tipo di tumore di cui soffriva la madre, e non voleva tenerlo incatenato a lei. 
Noia, noia, noia, flashback lacrima strappa-storie, noia.
Comunque sia, una volta indossata la croce di Merrin al collo una sorta di benedizione (?) lo avvolge, le corna e le ferite scompaiono e il suo aspetto torna umano. A questo punto Ig rimette i panni di Batman per vendicarsi del vero assassino di Merrin: o almeno così sembra a giudicare da come pareva partito a cazzo duro quando lo vuole incontrare nel bosco, dove è morta Merrin: invece vuole solo indurlo a pentirsi dei suoi peccati e mandarlo in galera a pagare il suo debito con la giustizia. 
Eh, cosa mai potrebbe andare storto in questo piano?
Il fatto che Lee sia un cazzo di Sayan, per dire.
recensione film horns 2013 daniel radcliffe
Se no non si spiega come minchia faccia sempre disarmato, uno contro 3, a disarmare un poliziotto e fargli saltare in aria la testa come un cocomero, gambizzare Terry (che uscito dall'ospedale dopo la sua brutta esperienza di overdose ha portato lì il suddetto poliziotto. Cosa su cui sarebbe stato intelligente accordarsi fin dall'inizio) e a infiocinare Ig che, smesso nuovamente il crocifisso, è diventato prima un angelo e poi un demone di lava fusa (metafora poco poco scureggiona dell'angelo caduto Lucifero, per i meno attenti a catechismo) prima di morire.
Anche Ig muore per le ferite riportate, ma finalmente può vivere in paradiso (o similare luogo di beatitudine post mortem) con Merrin per l'eternità nonostante la sua continua e sistematica infrazione di qualsiasi comandamento divino.
Forse un giorno qualcuno chiederà al Drago Shenron di resuscitarli.
IMPRESSIONI SPARSE
Horns è la trasposizione cinematografica del romanzo del 2010 di Joe Hill, La vendetta del diavolo: ora, per i pochi a cui il nome di Joe Hill non fa suonare nessun campanello, rivelo che trattasi nientemeno del figlio del romanziere Stephen King e, tralasciando il fatto che un film debba per forza limare qui e lui quindi non metto in dubbio che il romanzo spenda molte (molte, molte) più parole per descrivere questa situa delirante, la cosa non sorprende neanche un po' dal momento che ci ritroviamo davanti lo stesso ammasso confuso di religiofuffa sessoquantica con quel tocco di "male oscuro" che sta bene su tutto che troviamo anche nei romanzi del padre.
C'è a chi piace, non vi giudico.

A onor del merito, le premesse non sono malvage e nella prima oretta di film ero arrivata addirittura a divertirmi ed entusiasmarmi quanto bastava. 
recensione film horns 2013 daniel radcliffe
Poi magari avessero smorzato un po'
con le metafore magari era meglio.
Corna, serpente e forcone.
Delicatissimo.
La pellicola prova a deragliare dal binario classico dell'horror religioso in cui il miscredente viene punito per il suo ateismo, e ci regala una situazione "a rovescio", col protagonista condannato dagli uomini (che non sono interessati a conoscere la verità ma solo a dare addosso a un colpevole o dall'altro lato a pararsi il culo a spese altrui) e 
trova la redenzione attraverso la perdita di fiducia in dio, la discesa nel peccato e il totale abbandono alla vendetta.
Più o meno.
 
In questa prima parte i flashback della tenera storia d'amore tra Ig e Merrin sono abbastanza smielati ma funzionali: ci consentono di entrare subito nella parte più succosa della storia e al tempo stesso servono a portarci a provare una lenta e inesorabile empatia nei confronti del cornuto protagonista, proprio mentre la sua caduta diventa inarrestabile (una sorta di Sympathy for the Devil). Perché all'inizio noi effettivamente non sappiamo se Ig abbia o meno ucciso la sua fidanzata, sono tutti talmente convinti della sua colpevolezza (compresi i suoi genitori, che lo odiano per motivi imprecisati) che a una certa il dubbio ci viene. Ok, va giurando e spergiurando di amarla ma c'è chi per amore uccide, o può essere stato un incidente insabbiato per paura.
Meno funzionali sono invece le scene di sesso a caso.
Gratuite e imbarazzanti, più che divertire o tenerti sveglio lasciano perplessi, anche perché non servono assolutamente a niente: ok, la lussuria è un peccato capitale, ce l'hanno insegnato anche le pubblicità del Magnum, ma il tema cardine del film non sono i vizi capitali e non è la lussuria, quanto il tema della caduta dalla grazia divinaSe proprio vogliamo ricondurre al tema un peccato capitale specifico, Lucifero cadde dal paradiso a causa dell'orgoglio, non perché andava scopandosi tutto quello che gli volava a tiro. Quindi perché tutta questa continua martellata ai coglioni di scene pruriginose? 
La risposta che mi viene in mente è una sola:
Il cringe raggiungerà poi il livello tsunami con l'ammucchiata gay tra i due poliziotti ignoranti, stronzi e violenti che nel corso delle indagini sull'omicidio di Ig hanno sempre dato la colpa a Ig su vuote supposizioni, solo perché dopo essere stato lasciato dalla ragazza uno si era addormentato sbronzo in macchina e perché ce lo avevano sul cazzo da quando era piccolo. Se non altro è un quadro realistico della polizia americana.
Ma il messaggio che arriva è comunque inaccettabile.
Perché in questo film se non sei una coppia nata in culla di pii, umili e etero ragazzi bianchi scopi invece di fare l'amore, e se sei gay devi essere anche un frustrato e un violento che vuole solo "succhiare il cazzo" al collega in auto masturbarsi pensando a interrogatori violenti e abusi, se no il patentino da omo non te lo danno.

A perplimermi c'è poi la quantità di disprezzo e odio che subisce Ig da conoscenti, amici d'infanzia e famiglia anche prima di diventare "il mostro d'America": un odio talmente fuori scala che il film fa il giro e da horror psicologico diventa un'avventura di Fantozzi
Ig in cerca di giustizia per la morte della
dolce Merrin

La madre piuttosto di ascoltare l'ennesima "lagna" (perché ritrovarsi la ragazza massacrata, il rischio di finire a vita in galera ad andar bene e il paese che ti vuole morto è una lagna) preferirebbe strapparsi le orecchie, il padre ad aver avuto 30 anni di meno un pensierino con Merrin l'avrebbe pure fatto (e quando te sbagli? Sembra che in quel paese l'unica degna di nota sia la morta). 
Il suo migliore amico poi è lo psicopatico che stupra e uccide la sua ragazza.
Anche meno, film, anche meno.

Nella seconda parte della pellicola però anche quel poco di buono che c'era va a farsi benedire, e la storia la butta totalmente di fuori
recensione film horns 2013 daniel radcliffe
🎵 Pa ppa ppa ppa- Parapa ppa ppa ppa
Parapa ppa pa ppa Para
Mortal kombaaaat 
🎵
L
a mescolanza  di generi al momento di tirare le somme fa perdere di vista la meta: Horns è un film di vendetta? Redenzione? Condanna? Commedia? Drama? Horror? Fantasy? Soft porn? Un paranormal-Kaiju? Ah, boh.
Quello che non aveva senso all'inizio ha ancora meno senso alla fine, cosa che credo ci si porti dietro dal romanzo dal momento che è lo stesso identico tipo di confusione davanti al quale ci si trova quando King comincia a delirare riguardo al suo "male oscuro senza nome". L'espediente puzza di famiglia King lontano un chilometro: non so come sbrogliare logicamente una situazione complessa in cui mi sono ficcato io allora lo inzeppo di concetti filosofico-religiosi finto profondi per rincoglionirti durante la lettura come davanti a un post di Fusaro. Il male è dentro di noi, anche la persona più devota può perdere la fede, l'amore vince sull'invidia e sull'odio, inserire frase cliché.
recensione film horns 2013 daniel radcliffe
Non si capisce se quanto stia capitando a Ig sia una cosa cattiva (la discesa verso il male, visto che a un certo punto nonostante le buone intenzioni si abbandonerà alla vendetta e le sue ali in CGI posticcia prenderanno letteralmente fuoco) o una cosa buona visto che il protagonista che ha tanto sofferto in terra viene premiato col passare l'eternità in compagnia della sua bella.
 Non si capisce quale sia il ruolo della divinità in tutto questo se la croce di Merril protegge allo stesso modo Ig (facendolo tornare umano, sempre a patto che le sue corna siano una maledizione e non una benedizione, vedi sopra) e il suo assassino. Esiste una divinità che arriva al punto da dare i poteri al tizio più sfigato del paese e al  tempo stesso fa stuprare e uccidere in maniera lenta e dolorosa una ragazza devota che stava già morendo di un tumore, proteggendo poi il suo assassino: e poi vogliamo condannare Ig perché a inizio film piscia sui ceri portati sulla tomba di Merrin?
IN CONCLUSIONE...
Horns è una troiata che vuole volare troppo in alto, che parte come un viaggio tragicomico nella perdizione e finisce col figlio illegittimo de La Cosa dei Fantastici 4 e un bufalo d'acqua che si prende a schiaffoni con un Sayan in incognito nel bosco.
Serpenti di metà film non pervenuti.
In mezzo a una CGI che manco il telefilm di Hercules degli anni '90 e un cast convinto che sgranare gli occhi e parlare bisbigliando aggiunga tensione e profondità ai loro personaggi persino Radcliffe, che comunque è bravo a interpretare il ruolo del derelitto, ha quei momenti in cui guarda in camera col panico negli occhi, domandandosi chi minchia gliel'abbia fatto fare di firmare il contratto. Daniel, ti si vuol bene lo stesso e lo sai. 💙

Che sia colpa del materiale originale (non ne ho idea perché per quel che mi riguarda ho dato con la famiglia King), della produzione, della sceneggiatura o del regista di Piranha3D (garanzia di qualità, ovvio che abbiano voluto mettercelo in locandina) che a un certo punto se ne è lavato le mani, da metà in poi Horns è un film che fa cominciare una discesa lenta e inesorabile solo ai miei coglioni.

Giudizio finale:

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