domenica 8 gennaio 2023

[Recensione] IL BIANCO E IL NERO, di Malorie Blackman

Titolo originale:
 Black & White
Autore: Malorie Blackman 
Traduzione: M. Proietti
Edizione: Rizzoli
Pagine: 437
Anno: 2001


Premessa:
Il titolo originale del romanzo era Noughts and Crosses: i termini, come spiega il signor Rizzoli o chi per lui e come si può intuire dalla copertina italiana qui a fianco, fanno riferimento al gioco del tris, dove i noughts sono i cerchi e i cross, ovviamente, le crocette.
La copertina italiana, dicevo, richiama pure a questi simboli. Peccato che poi nel racconto inspiegabilmente la traduzione per i due termini diventi nulli (in minuscolo nella nota dell'editore) e Cross (le persone di colore).
Pare il nome di una marca di jeans.

TRAMA

Nel mondo ucronico immaginato dalla Blackman sono state le genti africane a dominare la storia dell'umanità e ad assumere il ruolo predominante nei secoli. Nel corso della storia le genti di colore (i Cross), superiori sia dal punto di vista politico che tecnologico, hanno avuto gioco facile nell'assoggettare gli europei (i Noughts, o nulli che dir si voglia). Nel momento in cui la nostra storia ha luogo la schiavitù è stata ufficialmente abolita ma permane ancora una segregazione de facto per mantenere il controllo sugli inferiori, le teste bianche come vengono definite in senso spregiativo.

Cosa cambia, nel pratico, per chi legge?
Un ciufolo.
L'autrice, impegnata com'è a mettere in scena Romeo e Giulietta versione soap opera razziale, non ha proprio tempo di ragionare su quello che così com'è sembra un esercizio che le hanno dato al corso di scrittura creativa. Non si sforza un minimo di andare oltre il fatto che nel suo romanzo sia la "sua gente" (Malorie Blackman, la cosa non stupisce, infatti è una donna di colore) a detenere il potere, gente di colore che fa le stesse identiche cose che fanno i bianchi senza nessuna riflessione critica che non sia "non avevo mai fatto caso che in questo mondo non esistono i cerotti beige" (sic!) e "l'umanità fa schifo e chiunque sia al potere si comporta allo stesso modo cercando di prevaricare sul prossimo".
Ok, il pessimismo vende sempre e costa un tanto al chilo, ma al di là della banalità di fondo in qualche modo i cambiamenti storici e politici che hai abbozzato devono influire sulle modalità di controllo degli inferiori, cazzo. A livello storico chiunque sa che basta una persona messa nel posto giusto al momento giusto per determinare il corso degli eventi e tu hai messo a capo del mondo un'intera civiltà.
Scrivi del tuo quartierino se non sei buona a fare i background fantasy.

Comunque, i neri sono al potere.
I bianchi di conseguenza in questa illuminata visione ucronistica devono andare in scuole di serie B, non possono ambire a posizioni prestigiose, e se sono proprio con l'acqua alla gola come i nostri protagonisti e andare avanti con lo stipendio di un operaio e un'umile donna delle pulizie devono accontentarsi di vivere in 5 in una casa a due piani, mandare un solo figlio alla scuola dei bianchi e mangiare la pasta col ragù solo la domenica. 
Whoa, mama.
Il background, insomma, è di una sciatteria rara.
Le persone di colore hanno nomi inglesi (con qualche tocco mediorientale che fa fine), ebraici (Jude, David) e legati alla mitologia greca (Minerva, Persefone). Non si esce mai dalle vicende di quei cretini dei protagonisti, nonostante a un certo punto vogliano pure buttarla in politica con le lotte terrorisiche allo status quo, anche perché l'autrice evidentemente non è in grado di gestirle. Non si fa mai cenno a cose che sarebbero interessanti, nonché plausibili, come la presenza di scontri interni ai Cross, magari delle dinamiche di classe tra neri ricchi e neri poveri, a meno che nella testa della Blackman tutti i neri vivono a Downton Abbey, e allora cosa vuoi litigare?
Escludendo i neri benestanti nel college esclusivo in cui va la protagonista che aspettano che la vecchia generazione di matusa tiri le cuoia per cambiare il mondo a suon di (spoiler: inutili, dal momento che resteranno figurine sullo sfondo nel corso dell'ennesimo flusso di coscienza noioso di questa svampita) sit in e petizioni. Però al tempo stesso i terroristi che vogliono rovesciare il governo con la violenza sembrano un gruppo di scemi riunitisi per sbaglio, quindi alla fine la Blackman che linea politica vuole seguire per il suo mondo?
Boh, chi se ne frega, facciamo limonare i protagonisti sulla spiaggia invece.

L'autrice non si prende nemmeno la briga di creare un qualcosa di coerente dal punto di vista spazio temporale: nelle prime pagine sembra un episodio di Downton Abbey (ma persino lì c'erano persone bianche che servivano in cucina e pulivano i cessi, perché esistono fasce privilegiate e povere anche all'interno della stessa etnia, non è che tutte le persone nere si vogliono bene e fanno squadra perché hanno lo stesso pantone), col villino elegante di campagna, le signore che prendono il té, il capofamiglia che dispensa ceffoni educativi alla moglie e alle figlie, così crescono sane. 

Poi 3 o 4 anni dopo pare il dopoguerra americano: i bianchi subiscono processi farsa e vengono impiccati, 4 ragazzi bianchi riescono a superare il test per frequentare la scuola dei neri tra le proteste degli studenti per bene mentre questi devono essere scortati dentro dalle forze dell'ordine (uhmmmm, il mio senso di deja vu pizzica). 
Dopo 10 pagine la protagonista scrive un compito di scuola al computer
Io boh.

E' un mondo in cui tra l'altro dal punto di vista geopolitico la Pangea non si è mai divisa nei continenti che conosciamo, ma il fatto di avere di fronte un mondo senza difese naturali nette e senza grosse distanze a separare popoli e nazioni non ha portato ad altro che a una vaga e lontana Comunità Economica Pangeana, un mix delle mansioni più inutili della comunità europea e delle Nazioni Unite che, come tutte le cose un pelo serie buttate in questo romanzo, l'autrice non sa gestire. Questo ente viene nominato una volta per sbaglio, e solo per giustificare il fatto che al protagonista verrà concesso di frequentare la stessa scuola della tipella ricca nonostante la ferma opposizione delle autorità locali.
Ed è subito Descendants.

In questo delirio concepito con il culo si muovono come marionette i protagonisti, la Cross Sephy/Persefone Hadley figlia del primo ministro Kamal Hadley e il Nought Callum McGregor.  
Callum è il figlio di Meggie, assunta da Jasmine, la madre di Sephy, come bambinaia, e a questo punto è memorabile il flashback in cui Callum ricorda che quando Sephy era neonata e sua madre lavorava per gli Hadley lui a volte la prendeva in braccio e le faceva il bagno.

1. Che cringe
2. Posso capire che potesse tenerla in braccio, ma questi due hanno un anno e mezzo di differenza, come la sollevava una neonata per farle il bagno un bambino di un paio d'anni?

I due sono cresciuti insieme, ignari di quali siano i rispettivi posti nel mondo (nella casa del politico razzista, molto credibile) fino al giorno in cui Meggie viene licenziata in tronco per non aver coperto una tresca della madre di Sephy di fronte al marito.
Una tresca che, dicono in seguito, lei avrebbe iniziato non per amore di questo tizio che non ha nemmeno un nome, chi se ne frega (d'altronde muore nel vuoto anche la sottotrama del marito che in stile Sentieri avrebbe un altro figlio, avuto con la sua amante X, che la moglie non ha mai voluto crescere come suo), ma per ingelosire il marito fedifrago e cercare di rimettere insieme i pezzi del loro matrimonio in crisi.

1. Che cringe
2. Complimenti faina, che piano geniale.
3. Se il tuo scopo è farlo ingelosire perché non ti vuoi far beccare? 
4. E se invece non vuoi farti beccare perché non dici alla tua domestica OH, COPRIMI invece di dare per scontato che lei ti legga nel pensiero e si inventi una scusa a caso su due piedi con tuo marito?

Misteri che resteranno sepolti nel cervello della Blackman.
A questo punto la famiglia di Callum viene allontanata da casa Hadley e costretta a vivere nel tugurio di due piani e a mangiare il ragù solo la domenica, riuscendo a far quadrare i conti con una figlia mentalmente instabile, Lynette, un figlio maggiore testa di merda che non si sa cosa faccia a parte incazzarsi con chiunque (non importa se bianco o nero, in questo è molto democratico), Jude, e con la retta della Heathcroft High, scuola per bianchi in cui riesce a farsi ammettere il nostro protagonista. Però la Blackman cerca di farci capire in tutti i modi quanto loro siano poveri perché Callum deve andare a scuola con una calcolatrice di seconda mano e a casa loro si bene solo latte e acqua invece del succo d'arancia che abbonda a casa di Sephy, con cui è rimasto in buoni rapporti e con cui si incontra in segreto sulla spiaggia.
Oliver Twist ti devi proprio levare dal cazzo.

Seguono cliché figli delle commedie scolastiche e dei manga anni '90 in cui Callum è il ragazzo in gamba che a causa dei pregiudizi subisce le angherie di professori e studenti, che non vedono l'ora di veder fallire questo muso bianco, mentre Sephy comincia a rendersi conto che nel mondo esiste il razzismo. Se ne accorgerà soprattutto nel momento in cui verrà pestata nel bagno da tre coetanee che vogliono punirla per aver cercato di fare conversazione coi bianchi a mensa. 

1. La figlia del primo ministro.
2. Pestata nei cessi di scuola.
3. Nessuno pianta un casino e fa saltare qualche testa. Al limite lei piange sul letto come una principessa Disney domandandosi come mai sia accaduto tutto questo (ti capisco, sorella, nulla di tutto quello che ho letto finora ha un senso) mentre la sorella pretende di sapere chi è stato perché altrimenti potrebbero pensare di poter fare lo stesso con lei e non la si fa a Minnie. Diglielo, girl!

Dramatization: bulle abbronzate
Non è per nulla strano tra l'altro che finché non la pestano nel cesso Sephy sia così inconsapevole del mondo che la circonda da non farsi nemmeno venire un sospetto sul fatto che le cose in quel mondo non siano proprio tutte ok. Non le suona un campanello quando la famiglia del suo amico d'infanzia viene mandata via di casa di punto in bianco, né quando il suo autista di lunga data viene improvvisamente sostituito il giorno dopo aver acconsentito a un suo capriccio facendola fermare lontano da scuola per non farsi prendere in giro dagli altri amici ricchi.
O quando le domestiche tremano all'arrivo di suo padre.
E' tutto normale.
Persino dopo questo incidente nei bagni fatica a capire la realtà che la circonda. O la realtà in generale, ma è comprensibile essendo tutto questo razzismo contro i bianchi così sfumato e ben costruito. In effetti, chi non riterrebbe logico e rispettoso presentarsi a un funerale di bianchi con un vestito firmato che costa come la casa a due piani dei protagonisti? E' un vestito che la mamma le fa mettere solo nelle occasioni speciali e quando lo decide lei, e lei se lo è messo senza permesso, è un atto di ribellione della rich girl che i bianchi in lutto dovrebbero apprezzare.
Nemmeno Callum mi capisce, pensa disperata.
Sai com'è, sarebbe il funerale di sua sorella, magari ha altro a cui pensare.

Il senso di tutta la parte scolastica a parte che l'autrice ha visto troppe volte Mean Girls, Legally Blonde e Ragazze a Beverly Hills senza capirli? Non pervenuto a parte dare un pretesto forzato per far allontanare di botto questi BFF, visto che tempo 100 pagine e Callum da studente brillante desideroso di costruirsi un futuro per quanto sia dura per un Nought all'ennesima umiliazione subita sbatte la porta del preside e se ne va perché sticazzi, fanculo tutto, pure la retta e la calcolatrice di seconda mano, che tanto era brutta, pagate dai miei. A sto punto con quei soldi ti potevi comprare il succo d'arancia visto che pare il tuo più grande rimpianto da povero.
Di sicuro non è la carne visto che vi fate il ragù settimanale.

Mentre Sephy piange per la sua vita triste da ragazza ricca e sensibile con un padre assente che pensa solo alla sua carriera politica, una madre alcolizzata e una sorella maggiore sarcastica, a casa di Callum si scatena il drama: la sorella Lynette infatti durante uno dei suoi deliri in cui è convinta di essere una bellissima ragazza di colore, riacquista il senno nel momento in cui Jude le tira un ceffone memorabile.
A quel punto il padre tira un ceffone a lui.
In questo libro i personaggi si comunicano i sentimenti a sberle.

Dopo aver espletato la dose quotidiana di spatafloni si mette a raccontare la storia di Lynette, che 3 anni prima, lo stesso giorno in cui la famiglia di Callum era stata mandata via da casa di Sephy, era stata aggredita da un gruppo di bianchi che l'aveva vista passeggiare per strada insieme al suo ragazzo di colore. Lei finita in ospedale, la famiglia di lui trasferita chissà dove e chissà quando (la Blackman non ci fa la cortesia di dire qualcosa in merito, tanto la storia di Lynette è solo l'ennesimo pretesto per aggiungere drama alla vita di Callum, che finora è stato messo in punizione e non può bere il succo d'arancia.
Un po' poco per provare empatia.
Viene da chiedersi perché questo cretino la storia non l'abbia raccontata prima (o perché non la sapessero già visto che ci saranno un paio d'anni di differenza tra lei e i fratelli. Dov'erano mentre questa usciva col ragazzo nero e passava le settimane in ospedale per le percosse?), soprattutto visto quanto risentimento stava accumulando quella polveriera di Jude verso la sorella, ritenuta solo una che se la credeva troppo per mescolarsi con quei poveri bianchi dei suoi parenti. Ma perché cercare la logica in questo delirio quando dopo addirittura si riesce a volare ancora più in alto?
Dramatization: la morte di Lynette
Lynette infatti, ormai riacquisito il senno per la magia dei ceffoni nel muso, dopo 3 anni trascorsi murata in casa va a fare una passeggiata senza che a nessuno venga in mente di accompagnarla, e come noi lettori svegli avevamo già intuito da mo' la ragazza si suicida buttandosi sotto a un bus.
La notizia viene data loro da un poliziotto che dà mostra di un insolito tatto, vista la situazione.
Il padre e Jude come ovvia reazione alla morte della figlia, che era stata pestata da dei BIANCHI stronzi, ribadiamolo, dichiarano guerra ai NERI unendosi a un fantomatico fronte di liberazione terrorista di cui fino a quel momento non avevamo mai sentito parlare. Anche perché quando li conosceremo meglio si riveleranno un branco di imbecilli che si tengono tra gli alti ranghi una spia del governo.
Cioè, ADESSO ti unisci ai terroristi?
Per vendicare una figlia picchiata da bifolchi bianchi?
Per quale strana concatenazione di causa-effetto, nomineddio?

Comunque... La prima azione terroristica che vediamo compiere a questi scemi è far saltare in aria non un palazzo governativo o la macchina di un politico, ma un centro commerciale: fortuna che sono così scemi da non saper pianificare nulla in segreto, così Callum può venire a conoscenza dei loro piani, e sapendo che Sephy si trova, guarda un po' il caso, proprio lì perché alla madre è venuta un'irrefrenabile voglia di shopping riesce a portarla via un secondo prima dell'esplosione.
Jude, che ha fisicamente piazzato la bomba, è il più sconvolto di tutti quando sente al telegiornale la notizia dell'esplosione perché il padre gli aveva detto che i terroristi avrebbero chiamato un'ora prima dell'esplosione per far evacuare la gente. La madre è talmente sconvolta per questo atto di violenza che tira un ceffone al padre, rompendosi un dito (sic!)

Dramatization: Callum e Sephy sbalzati
via dall'esplosione del centro commerciale
per il rotto della cuffia
1. Jude forse pensava di aver preso parte a un book club invece che a un gruppo di terroristi.
2. Proprio a Jude che è quello più incazzato di tutto il libro e che ha preso a ceffoni pure la sorella 10 pagine prima dai gli scrupoli morali adesso?
3. Ma nessuno si pone il problema che in quel centro commerciale sicuramente lavoravano (oppure erano lì a trascorrere qualche ora spensierata) anche dei bianchi e che far esplodere una bomba alla ndo cojo cojo avrebbe potuto produrre un effetto boomerang all'interno della propria comunità e far perdere ai terroristi il consenso interno in un periodo in cui di nuovi membri c'è bisogno come il pane?
Spoiler: no, perché tanto l'autrice è una cazzona.

All'ospedale, Meggie e i ragazzi scoprono che il governo ha deciso di schedare le persone che vengono a richiedere cure mediche, dal momento che le strutture ospedaliere ricevono fondi in base alla gente che usufruisce dei loro servizi e vogliono evitare frodi fiscali.
Fin qui va bene, ci posso anche stare, se non fosse che la solerte infermierina che mette al corrente i nostri eroi aggiunge, visto che Meggie ha dimenticato a casa i documenti avendo un po' di premura, che in alternativa DUE testimoni possono lasciare i documenti in vece del malato. Ma se lo scopo è evitare le frodi e quantificare i pazienti che arrivano perché per ogni paziente ti devi prendere i documenti di DUE testimoni? A quel punto visto che non stai morendo e tuo figlio ha appena fatto saltare un centro commerciale la reazione più sensata sarebbe dire "ok, vado a casa e mi stecco il dito con due bastoncini dei ghiaccioli e un po' di scotch".
Una reazione normale secondo la Blackman:
👇
Dramatization:
Meggie in pronto soccorso
"Ma poi se io torno con i miei documenti che fine fanno i documenti e le impronte digitali che prendete ai miei figli?"
"Li cancelliamo."
"Sicura?"
"Sì"
"Me lo giuri?"
"Tranquilla, giurin giurella."
"Oh io domani vengo con i documenti e tu mi devi promettere che cancelli le impronte digitali di mio figlio, specie quello più grande con le mani che ancora puzzano di centro commerciale ma che non c'entra assolutamente niente con l'attentato di 5 minuti fa."
"Te dico fidate."
"Okay."

Un comportamento per nulla sospetto.
Stranissimo infatti che due giorni dopo gli piombino in casa i federali coi fumogeni (prima ancora di assicurarsi che in casa ci siano tutti i membri della famiglia di bombaroli) per arrestare il padre ma soprattutto il fratello, di cui hanno trovato le impronte digitali.
Jude però è desaparecido.
Come? Perché? Qualcuno lo ha avvisato?
E perché se hanno avvisato lui non si è tolto di culo pure il padre?
Perché la Blackman a questo punto ha visto Rainman e così de botto senza senso ha deciso di trasformare il suo romanzo distopico in un drama giudiziario, dove c'è il condannato a morte innoziente, l'avvocato improbabile che cerca di far trionfare la giustizia, la famiglia sfasciata dal fatto che la giustizia non è di questo mondo, con la grazia ricevuta all'ultimo secondo (salvo poi ritrovarci il padre di Callum che si va a schiantare contro la rete elettrificata del carcere perché meglio la morte dell'ergastolo - cazzo sto libro è diventato i Looney Toons). Callum nel frattempo viene sospeso da scuola in attesa che si faccia chiarezza sulla vicenda: però è lui a decidere di andarsene in realtà, perché quel posto non faceva per lui, ora se ne rende conto.
Eh certo, meglio entrare nella cellula terroristica dei minchioni.

Nel frattempo anche Sephy decide di cambiare scuola e allontanarsi dalla sua vita infelice, dai genitori che si odiano e non mostrano affetto nei confronti delle figlie, da un padre emozionalmente stitico e da una madre alcolizzata che le ha trasmesso un certo gusto per il sidro, da una sorella stronza, e dall'abbondanza di succo d'arancia nel frigo.
Soprattutto vuole allontanarsi da Callum, che non la capisce. Però gli scrive una lettera (fatta recapitare di nascosto da una cameriera fidata - che non ha imparato la lezione dell'autista, pare) per chiedergli di fuggire insieme a lei, lontano. Ma lontano dove che c'è un solo continente?
Vabbè, tanto Callum non si presenta.
Sephy è trista.

In questa nuova scuola, il collegio Chivers, vedremo che Sephy animata dallo spirito di Martin Luther King (o qualunque sia la sua controparte bianca in questo mondo così sapientemente descritto dove o sono i neri a fare i sit in per te o devi piazzare le bombe, senza via di mezzo): improvvisamente da tizia che va a parlare con i bianchi a mensa e che mette i vestiti firmati ai funerali dei poveri che era vuole fare l'avvocato però solo dei casi che le fanno simpatia, si fa delle nuove amicizie e frequenta gruppi di ricchi borghesi illuminati che vogliono rendere i bianchi degli elfi liberi.
Passerà così due anni spensierati.
Sostanzialmente perché riesce a farsi ospitare dalle amiche dalle vacanze e a non tornare a casa. Anche il suo problema con l'alcool viene superato in due notti di sudarella e tremori lontano, come un raffreddore.

Callum nel frattempo ci tiene informati su quanto sia diventato cattivo e indurito dalla vita con i suoi nuovi compagni terroristi (compresa una tipa arrapatissima di nome Leila raccattata a uno Starbucks dopo averla vista pestare a sangue un gruppo di neri volgari come una Tifa Lockhart inglese, ma lui è troppo uomo e non cede alle lusinghe diaboliche della figa), e quante cose malvagie abbia fatto in quei due anni, anche e soprattutto ai danni delle tre bitches che tempo addietro avevano pestato Sephy nel cesso.
La Blackman ci tiene a farci vedere quanto sia diventato uomo:

Dramatization:
Callum ora è un vero maschio, non 
la guarda più la spiaggia mendicando
bacini alla migliore amica.
"Il Callum McGregor che amava sedersi sulla spiaggia a contemplare il tramonto non esiste più. Era stato portato via, e sostituito col me stesso di oggi. Un cambio svantaggioso ma inevitabile."

E due pagine dopo:
"Portatemi via prima che io crolli e diventi pazzo per tutte le brutte cose che ho fatto da quando mi sono separato da lei."

E' arrivato Arthur Morgan, è arrivato.

Peccato che quali siano di preciso queste fantomatiche brutte cose ai danni degli innozienti che lo hanno portato sul baratro della follia e mamma aiutami come sono uomo maledetto e indurito dalla vita ora, questo novello Raskòl'nikov, non lo sapremo mai, un po' perché alla Blackman manca la fantasia e un po' perché, come ci dice lo stesso Callum, la sua cellula si occupa di logistica.

Quindi è logico che debbano essere loro a organizzare a caso il rapimento di Sephy, per spingere il padre ad acconsentire a delle richieste che onestamente non ricordo.
Qualcosa di stupido probabilmente.
Lui che è uno che non guarda più in faccia nessuno accetta, le manda una lettera in cui le dà appuntamento sulla spiaggia come facevano quando era dolce e sensibile, e la fa catturare dai suoi sodali. Poi una volta rinchiusa in cella un po' la tratta male, un po' la minaccia, un po' tratta male Leila che continua a provarci e arruffa le penne davanti alla rivale nera ricca, un po' le taglia un dito per macchiare di sangue una sua maglia e mostrare al padre che sono bimbi grandi e fanno sul serio, e un po' la tromba, due paragrafi dopo che questa era piegata in due dal dolore e piangeva disperata perché Jude, memore delle proprietà mediche e affettive dei cazzotti, le ha tirato un pugno nello stomaco poderoso come regalo di benvenuto. 
Quale momento migliore per inserirci la scena limone?

La figa risveglia l'umanità di Callum.
Un po' come il bacio del principe ne La bella addormentata.
Quando immediatamente dopo aver consumato (sarebbe stato scortese disturbare dopo che la Blackman ci aveva messo tanto impegno a creare una tensione litigarello-razziale di anni tra i due) entrano nella cella suo fratello e un tipo di nome David avvisandolo che qualcuno li ha traditi e il piano è fallito, Jude è pronto a incolpare quello che non è mai uscito da lì perché si scopa la donna nera, forse ritenendo che suo fratello grazie alla figa abbia acquisito qualche potere psichico che lo mette in contatto diretto col governo. 
Segue una zuffa tra gorilla.
Vince Callum che ha dalla sua il power up della figa.
Mentre questi due scimpanzé se le danno di santa ragione Sephy scappa nel bosco perché sono tutti così sconvolti per la storia del tradimento che nessuno dei superstiti ha pensato a chiudere a chiave una porta, per poi seminare tutti come un fottuto centometrista. Callum ovviamente la trova, bacini bacetti, la aiuta a trovare la strada di casa. Lei ricambia rivelandogli l'identità della spia che lavora per suo padre e che ha raggiunto il grado di secondo in comando all'interno della cellula di terroristi minchioni: un tipo che aveva visto per caso una notte di 5 anni prima e che da allora non ha mai cambiato taglio di capelli o scarpe.
Succede quando un autore è totalmente incapace di descrivere le persone e può solo far notare al lettore che ha il codino biondo, tipo cattivo di Karate Kid.

Ma il drama non è finito.
Sephy torna a casa e scopre di essere incinta.
Valuta le sue opzioni. Ha 15 anni, non ha mezzi propri o un'istruzione che vada oltre quella del college e l'attivismo nel C.R.E.P.A e avere un bambino meticcio potrebbe essere un problema in una società che, come ha scoperto da qualche tempo, si è rivelata un po' intollerante
.
Quindi teniamolo, manco a pensarci.
Il padre preferirebbe di no, e argomenta nel solito modo pedagogico dei padri di questo romanzo: a ceffoni nel muso. Ma Sephy non può rinunciare a questo feto che le ha conferito il potere del Callum-radar, la capacità di percepire se Callum si trova nei paraggi. 
E Callum si trova davvero nei paraggi.
Ha mezzo paese che lo cerca ma tocca incontrarsi con Sephy nel roseto per darsi bacini bacetti e decidere il nome del bambino prima di farsi arrerstare come uno stronzo perché il padre della tipa appena rapita, malmenata e trombata da un gruppo terroristico in maniera del tutto inaspettata si è riempito casa di sistemi di vigilanza e di una squadra SQUAT. Optano per Ryan se maschio, Callie Rose se femmina.
Si accettano scommesse sul sesso del nascituro.
Callum viene arrestato e dopo un processo farsa muore in prigione.
Restano Sephy e Callie Rose a portare avanti la lotta per la liberazione dei popoli.

IMPRESSIONI BREVI E CONCLUSIONI

Il bianco e il nero è una scemenza concepita male e sviluppata peggio.
L'autrice non è in grado di dare forma al suo background o ai suoi personaggi: Sephy è un fighino nero e giovane, e tanto basta. Volendoci tenere sul vanerello non sappiamo nemmeno come porta i capelli, se in questo mondo le donne dell'alta società sfoggiano fieramente i loro afro, se le bianche cercano di permanentarsi per raggiungere certi canoni di bellezza nera portati avanti dall'elite dominante.
Com'è la moda?
Si rifà ai costumi africani?
Lo sa dio, come si vestono e truccano queste persone.
Di uno per distinguerlo dagli altri membri del gruppo terroristico dei minchioni si dice solo che ha il codino biondo e degli stivali che non si è cambiato per 5 anni. In corso di lettura diventa praticamente impossibile per chi legge capire se il personaggio con cui stanno interagendo certi personaggi è bianco o nero, a meno che non si usi nello specifico il termine nought o cross.

Che tra l'altro sono termini che l'autrice usa senza spiegare il perché.
Perchè faceva figo, e ok, ma in questo mondo perché i neri sono le croci e i bianchi i cerchi? Perché non l'opposto? Che significato ha il gioco del tris in questo contesto?
C'è un significato mitologico/religioso? Politico? 
Dramatizion:
il cristo compagnone dei neri

In questo mondo di merda a parte questi due imbecilli che si fanno le cattiverie a vicenda salvo poi chiedere continuamente scusa due pagine dopo c'è un sistema religioso che vada oltre il personaggio X che prega un dio non meglio specificato di far avverare i desideri del cuoricino? 
L'autrice come Milord, che pensa che il suo lavoro nella costruzione del background sia finito, senza che in realtà abbia fatto niente a parte scambiare di posto neri e bianchi per magia.

Non stupisce quindi che in questo delirio a cui l'autrice avrà ragionato nel tempo in cui io leggo le etichette dello shampoo mentre sto seduta sul cesso le cose vadano avanti a drama soap operistici e forzature, come lettere che si decide di leggere a caso la mattina dopo per dar vita al cliché del tipo che corre per raggiungere l'amata e fuggire con lei ma ormai è troppo tardi, improbabili direttive comunitarie di enti fantasma che servono a far andare i figli dei bianchi nelle scuole dei neri, limoni nei momenti meno probabili per dar vita all'ennesima madre coraggiosa che da ragazzina ingenua che scopre il razzismo lotta contro lo status quo meglio dei terroristi che lo fanno di lavoro, e gente che dovrebbe mantenere un profilo basso essendo un fottuto terrorista che non cambia taglio di capelli e stivali per anni.

Lo stratagemma (davvero originale) del continuo cambio di pov tra Sephy e Callum è stupido e singhiozzante, con capitolini anche di poche righe in cui il flusso di coscienza dei personaggi non porta ad altro che a deliri superficiali e stronzate drama, che riescono a fare il giro e a diventare delle ridicolaggini demenziali.
Manco nei cinepanettoni, cristo will smith...
Le donne ovviamente in tutto questo servono a prendersi i ceffoni in faccia con gioviale buonumore o a subire le decisioni prese dai mariti concedendosi al massimo l'hobby dell'alcolismo, con buona pace del fatto che questo romanzo di merda concepito con il buco del culo è scritto da una donna.

Una delle peggiori porcate su cui ho posato gli occhi in vita mia, e scopro che ci sono anche dei seguiti incentrati, ovviamente, su Sephy e Callie Rose. Mi viene istintivamente da tifare per il mantenimento dello status quo e per la vittoria della classe dominante se le eroine sono loro.

Giudizio finale:

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