martedì 9 febbraio 2021

[Recensione] STAR TREK: LOWER DECKS (Stagione 1)

Recensione della serie Star Trek - Lower Decks (Stagione 1 - 2020)
Titolo originale
: Star Trek: Lower Decks
Paese: Stati Uniti
Anno: 2020
Distribuzione: Amazon Prime Video
Ideatore: Mike McMahan
Soggetto: Gene Roddenberry
Stagione: 1
Episodi: 10
Cast: Tawny Newsome, Jack Quaid, Noël Wells, Eugene Cordero

Premesse:
Dopo Picard Amazon Prime regala a noi italiani un'altra serie ambientata nell'universo di Star Trek: a questo giro abbandoniamo le esplorazioni spaziali, i viaggi di ricerca, le missioni diplomatiche, i dilemmi etici e le opprimenti responsabilità di comando per concentrarci su ciò che accade nelle retrovie. I protagonisti a questo giro sono infatti i membri dei "ponti inferiori" (Lower Decks): i novellini, le comparse, gli stronzi con la maglia rossa che ci lasciavano le penne in ogni episodio della serie classica e non fregava mai a nessuno. Quelli che vedono la plancia solo in ologramma o se si guasta un portabibite e non vengono nominati nei rapporti neanche quando per caso si ritrovano a salvare la situa.
Ne avevamo bisogno?
Certo che sì, che razza di domande.

Se per caso vi sembra assurdo o fuori luogo un cartone animato di Star Trek, sappiate che non è la prima volta che si tenta questa via nel franchise. 
Forse solo i fan un po' più fissati con la serie classica e gli amanti dei meme ricorderanno Star Trek - La serie animata: 22 episodi prodotti al posto di quella che sarebbe stata una ben più costosa quarta stagione regolare che furono trasmessi tra il 1973 e il 1974  e che andarono a coprire l'arco narrativo del quinto e ultimo anno della missione esplorativa dell'Enterprise sotto il comando di James T. Kirk (si colloca tra TOS e il primo film). Si trattava quindi di un prodotto perfettamente in linea con la lore e le tematiche del telefilm anche se per lungo tempo nemmeno è stato considerato canon, a differenza di Lower Decks che prende la strada della dissacrazione irriverente.
Ma anche le prese per il culo sono cose a cui i trekkies sono avvezzi.
Nel corso dei suoi quasi 60 anni di vita infatti Star Trek non solo ha mantenuto a più riprese un certo tono giocoso (volutamente, con scambi di battute divertenti e veri e propri episodi parodia, o involontariamente con delle pezzottate epiche a livello di trama ed effetti speciali) ma si è quasi sempre prestata, con una certa dose di ironia, a parodie e omaggi scherzosi più o meno riusciti. 
Tra le più famose ricordiamo:

 "Where no fan has gone before", epico episodio di Futurama in cui i membri del cast di Star Trek sono prigionieri di un fan di pura energia di nome Mellivar. Gran parte della storia oltre a prendere in giro a più riprese i fan esagitati del fandom e gli attori della Serie Originale (che si sono prestati volentieri al gioco, a parte James "Scottie" Doohan, che nell'episodio fu sostituito da tal Welshie),  prende a piene mani elementi dell'episodio The Menagerie (L'ammutinamento): dal pretesto per mettere a processo i protagonisti (avere travalicato i confini di un pianeta proibito) all'iconica sedia a rotelle usata dall'ex capitano Pike.
Non può mancare un riferimento a ST II - L'ira di Khan.
● Sempre Futurama, tra parentesi (ma simili riferimenti abbondano in tutta la serie, per non parlare dei divertentissimi cammeo di Leonard Nimoy ne I Simpson) ci delizia con "Why Must I Be a Crustacean in Love?", episodio in cui Fry e Zoidberg finiscono a combattere l'uno contro l'altro in un duello all'ultimo sangue (la Chela Novela, Claw Plach in originale) per decidere chi tra i due si accoppierà con la decapodiana Edna, proprio come nell'episodio Amok Time (Il duello) Kirk e Spock si batteranno nel mortale kal-if-fee per la bella T-Pring.
Più recentemente abbiamo avuto The Orville, fatica di Seth MacFarlane che al momento conta 2 stagioni con terza in produzione e che porca miseria si cacano in tre, guardatevelo. The Orville è praticamente una ricostruzione in chiave comico-satirica di Star Trek: basti pensare che il primo episodio della serie, Old Wounds, è quasi la copia in carta carbone dell'episodio pilota della serie classica, The Cage (episodio che fu riciclato in seguito per il succitato L'ammutinamento, perché buttarlo pareva brutto). Ma di nuovo, proprio come accade in Lower Decks, estetica e uniformi richiamano alle stagioni più recenti del Franchise.
Lower Deck insomma non è qualcosa di avveniristico in sé e non è qualcosa che stoni all'interno del franchise, neanche a livello di idea se pensiamo che esiste addirittura un episodio omonimo all'interno di The Next Generation (considerato uno dei più belli della serie e non a caso uno dei preferiti di McMahan) che parla proprio dell'amicizia tra un gruppo di novellini dei ponti inferiori: si appoggia con amore alla serie originale e a una lunga tradizione di omaggi e prese per i fondelli per pigiare il piede sull'acceleratore con un umorismo più cattivo e citazioni molto più esplicite (d'altronde, a differenza di The Orville, Lower Deck è canonico quindi le citazioni può permettersele sfacciate, in più l'animazione ti permette un'ampia gamma di gag), ma al tempo stesso si concentra esclusivamente su quanto accade il più lontano possibile dall'azione.
Là dove nessun fan si è mai interessato prima.
Il risultato comunque è molto più folle e toccante di quello che ci si aspetterebbe, visto che abbandonati i profondi temi etici e le avventure dei piani alti ci si può concentrare sul lato umano di un equipaggio della Flotta Stellare: e forse è molto più facile per lo spettatore immedesimarsi con un fesso che nonostante l'impegno e gli sforzi quotidiani continua a non contare niente e con una donna oppressa da un genitore volitivo che vuole seguire la propria strada e ha rabbia da sfogare che con un capitano belloccio che va in giro a limonarsi aliene e androidi.

*

DUE RIGHE DI TRAMA

La serie è ambientata 2 anni dopo Star Trek - La nemesi (2002), quarto e ultimo film legato alla serie Next Generation. Protagonista è l'equipaggio che si trova a bordo della nave della Flotta Stellare U.S.S Cerritos (nella realtà Cerritos è una cittadina nella provincia di Los Angeles dove, in modo tragicamente ironico, andò a schiantarsi un aereo di linea), destinata a missioni di "Secondo Contatto".
In pratica la parte noiosa.
La Cerritos non esplora l'universo in cerca di nuove culture e alleanze vantaggiose, il comandante (che a questo giro è una donna, Carol Freeman - interpretata da Dawnn Lewis) non fa cose emozionanti e non presenzia alle cerimonie ufficiali, non tratta la pace in zone sediziose e non va a caccia di assassini alieni, ma si occupa della parte tecnica e burocratica: torna sui pianeti su cui altre navi hanno visto cose, scoperto popoli, sedato guerre e si occupa delle scartoffie, di "scrivere bene il nome del pianeta", fornire aiuti e derrate alimentari, effettuare riparazioni tecniche... Seda al massimo piccoli bisticci ridicoli o crisi minori e se gli va bene esplora il mercato locale per trovare qualche ristorante meritevole di una visita. 
Nulla per cui di solito vengono dedicate le statue.
Di sicuro non le cose che sognavano di fare i cadetti dell'Accademia.

Recensione della serie Star Trek - Lower Decks (Stagione 1 - 2020)
E se già i membri del ponte di comando di azione ne vedono pochina, questa è ridotta praticamente a zero per il nostro protagonista, il Guardiamarina Brad Boimler (Jack Quaid, Hughie Campbell di The Boys doppiato di nuovo in italiano da Flavio Aquilone), membro della divisione comando (cosa che lo porta ad atteggiarsi come se ci fosse già lui in plancia): un uomo pignolo allo sfinimento, ligio alle regole e devoto alla catena di comando.
Boimler ha un sogno nel cuore.
Leccare i sederini giusti, studiare come un dannato, farsi notare, far carriera e diventare capitano di una nave dove si fa l'azione vera, magari cominciando col farsi trasferire su una nave più fica tipo la Titan (la nave che  viene assegnata a Willam Riker in ST NG - La nemesi). Un sogno che si fa ancora più lontano di quanto già non sia a causa della cattiva influenza della co-protagonista, spalla, amica, mentore e nemesi Becket Mariner (Tawny Newsome, doppiata da Gaia Bolognesi). 
Mariner ovviamente ha già rapito il mio cuoricino.
Come da tradizione sit-com Mariner è l'opposto di Boimler: ribellina al punto da tenere sbottonato il colletto e arrotolarsi le manche della divisa (che sembra una stronzata ma è un'infrazione grave del codice), irriverente e sboccata, con una passione per le armi e gli alcolici e un odio malcelato nei confronti dell'autorità (cosa che l'ha portata ad essere più volte punita e retrocessa, ma non è un problema visto che vede il ponte di comando come l'anticamera dell'Inferno e i suoi posti preferiti della Cerritos sono il bar e la prigione). 
Preferisce disobbedire a ordini stupidi ingiusti incarnando in questo i valori originari della Federazione (collaborazione, diversità, solidarietà: valori a cui tiene fede con metodi non convenzionali che la avvicinano più a un giovane Kirk che al suo adorato Worf) che fare un buon lavoro e compensa l'ignoranza teorica con una lunga esperienza sul campo (del resto il mestiere è di famiglia), laddove Boimler ha imparato tutto quello che sa dai libri e ha visitato 5 pianeti in croce di cui uno è il suo luogo di nascita, la Terra. D'altronde, per dirne una, una nave della Flotta stellare la devi conoscere più che bene per contrabbandarci impunemente alcolici, armi e falsi permessi di licenza.

Recensione della serie Star Trek - Lower Decks (Stagione 1 - 2020)
Ad affiancarli si aggiungono una nuova arrivata, l'entusiasta, dolce e vivace Guardiamarina orioniana D'Vana Tendi (
Noël Wells, doppiata da Joy Saltarelli), membro della divisione medica assegnata all'infermeria, e il Guardiamarina Sam Rutherford (Eugene Cordero, doppiato da Gabriele Patriarca), ingegnere della divisione Tattica e fissato con la tecnologia che per motivi ignoti ha di recente subito un innesto cibernetico (un po' alla Geordi La Forge).

La serie seguirà le avventure (o per meglio dire disavventure inframezzate da missioni di routine) di questo gruppo di amici, e paradossalmente gli ufficiali di alto grado, frustrati quanto i loro sottoposti per il fatto di essere l'ultima ruota del carro, faranno perlopiù da contorno, da antagonisti, o subiranno a più riprese le loro buffonate.
I protagonisti si scontreranno con le cose che hanno reso tale Star Trek nel corso dei decenni: la cieca burocrazia, la difficile interazione tra razze diverse, la tecnologia, l'ottusità dei superiori, l'ossessione per le regole e per il duro lavoro, dilemmi etici e morali. Occasionalmente, nei momenti più dissacranti, arriveranno a scontrarsi persino contro fatti che anche i fan di lunga data danno per scontati, contro la stessa mitologia trekkie: in un episodio scopriremo che i Ferengi non sono quegli avidi e infidi misogini che crediamo, e in un altro che non tutti i bestioni maneschi e monosillabici incontrati in un'arena durante un duello all'ultimo sangue sono quello che sembrano.
Tra una gag e una citazione (alcune alla portata di tutti, altre davvero finissime) non mancheranno i momenti di serietà, di umanità e di crescita dei nostri Guardiamarina, cosa che rappresenta il vero fascino di questo Lower Decks (come poi accadeva, per quel che mi riguarda, anche in Rick e Morty), che ci guideranno di puntata in puntata verso un finale davvero emozionante con una guest star (anzi due) d'eccezione. 
Io ho già voglia di vedere la seconda stagione!
Recensione della serie Star Trek - Lower Decks (Stagione 1 - 2020)

IMPRESSIONI SPARSE

Lower Decks è una full immersion nella lore trekkie.
Il progetto è affidato a un uomo che fa suonare qualche campanello a chi con le serie animate un po' ci bazzica, ovvero il Mike McMahan produttore e sceneggiatore di Rick e Morty (che ha lavorato in altri lavori dissacranti del calibro di Drawn Together e South Park). Ma anche se il nome in sé non ci dicesse nulla dal momento che Rick e Morty sono una creatura di Justin Roiland e Dan Harmon si capirebbe lo stesso che Lower Decks deve molto alla serie succitata: il character design e l'umorismo spesso volgare con punte black e tinte splatter sono praticamente gli stessi (nel bene e nel male), anche se per ovvie ragioni qui bisogna andare un po' avanti col freno a mano tirato sul lato gag visto che si deve al tempo stesso tener conto del materiale originale e non si può partire troppo per la tangente.
Recensione della serie Star Trek - Lower Decks (Stagione 1 - 2020)
Per assicurarsi di restare nella carreggiata del canon si è usufruito della consulenza di David Mack, storico autore di romanzi ispirati alla serie e di due episodi della serie ST - Deep Space 9 (la terza serie della saga), ma in generale McMahan da appassionato di Star Trek conosce i suoi polli, altrimenti non avrebbe avuto la fiducia di Alex Kurtzman, che al marchio ci tiene. 
Nello specifico il suo amore va alla serie Next Generation, cosa che di nuovo non stupisce lo spettatore un pelo scafato con la saga dal momento che a livello visivo praticamente tutto, dalle divise agli interni alla linea delle astronavi grida Next Generation dal cuore del mondo.
Perché Picard è il migliore.

Le citazioni non si contano: ogni episodio è una miniera di riferimenti a cominciare dalla sigla (il font dei titoli di testa è inconfondibile, la musica omaggia le opening classiche, e persino la locandina che si può vedere a inizio recensione strizza l'occhio, in chiave ironica dal momento che a svettare in primo piano sono i facciotti dei sottoposti, a quella di Star Trek: Primo contatto (1996), secondo dei quattro film legati a Next Generation).
C'è seriamente da perdersi a volerli cogliere tutti, ma in linea generale sono talmente ben inseriti all'interno del contesto e non forzati, mirati non tanto a strizzare l'occhio al fan ma a inserire Lower Decks all'interno di un solido canone trekkie, che chi non è interessato a passare al setaccio ogni fotogramma e linea di dialogo può tranquillamente godersi la storia e le battute senza indagare più di tanto.
Per i meno fissati ma comunque già pratici del franchise ci sono i rimandi più sfacciati (Khan, Kirk, il saluto vulcaniano, il liquore romulano, la bat'leth klingon, 
tutte cose citate in più occasioni in serie tv a largo seguito come ad esempio The Big Bang Theory); per i più attenti delle vere e proprie finezze come il rito sessuale Jamaharon di Risa; l'AI Landru; Xon, un personaggio di stirpe vulcaniana che sarebbe dovuto apparire in sostituzione di Nimoy in una serie reboot chiamata Star Trek: Phase II, poi diventata il primo film della saga; Gary Mitchell, l'uomo i cui poteri paranormali potenziati lo hanno tramutato in divinità presente nell'episodio della serie classica Where no man has gone before.

A questo proposito, non è un caso che sia Mariner (che nel nono episodio della seria scrive una vera e propria sceneggiatura cinematografica da far elaborare all'holodeck) a fare sempre i riferimenti più nonsense e metatrekkiani (come sognare il monologo di Kirk in L'Ira di Khan o citare personaggi che secondo canone non dovrebbe conoscere), quelli che nessuno degli altri personaggi capisce e che vanno a sgretolare la sospensione di incredulità della serie svelandone la finzione.
Recensione della serie Star Trek - Lower Decks (Stagione 1 - 2020)
"Ma io non voglio essere in un film!"
"Tranquillo, tu eri tipo Xon, probabilmente ti avrei tagliato."
"... Chi è Xon?"
"Per l'appunto..."
Mariner all'interno della serie rappresenta il personaggio consapevole di essere personaggio: è una sorta di rottura della quarta parete che però non sfocia mai in una vera e propria strizzata d'occhi a chi guarda, modello Deadpool, quindi non va mai a rompere completamente l'incanto. 
Mariner non guarda mai in camera, non interagisce mai con lo spettatore o con un autore invisibile, ma sa sempre cose che gli altri non possono sapere (compreso Boimler, che tecnicamente sarebbe quello che vive sui libri e dovrebbe sapere tutto delle leggi e delle razze aliene di Star Trek. Anche se sui Ferengi come abbiamo già visto si sbaglia di brutto): sa dell'esistenza di un personaggio come Xon, che non ha mai visto la luce all'interno del franchise, e conosce Gary Mitchell.
Recensione della serie Star Trek - Lower Decks (Stagione 1 - 2020)
[Conosci] "Gary Mitchell?"
"Sicuramente posso informarmi!"
Alla fine dell'episodio pilota, cementificata la loro amicizia nel momento in cui Boimler decide di andare contro la sua natura di leccapiedi optando per il non denunciare al capitano Freeman le infrazioni a fin di bene compiute da Mariner, la ragazza decide di fargli da mentore e di metterlo sulla strada giusta per farlo diventare un grande capitano. La strada giusta secondo lei sarebbe conoscere tutto di Star Trek come un vero trekker, ovviamente. 
Comincia a citare Kirk, Spock, il suo eroe Worf, e infine Gary Mitchell, che Boimler afferma di non conoscere ma di potersi informare a riguardo.
Ecco la parte divertente della battuta: tecnicamente non può.
Nel corso del succitato episodio Where no man has gone before (Oltre la galassia, il primo episodio della serie classica che presenta ancora qualche elemento di assestamento come l'assenza di Uhura e i colori delle divise mischiati a caso, quindi non è uno degli episodi più citati dal fandom) Gary Mitchell (interpretato da Gary Lockwood) acquisiti degli straordinari poteri si autoproclama divinità e comincia ad avvertire sempre meno la connessione con la specie umana e a farsi sempre meno scrupoli a uccidere gli inferiori. E' diventato un potenziale pericolo non solo per l'astronave Enterprise ma per l'intera galassia. Nonostante Spock suggerisca di farlo fuori prima che sia troppo tardi Kirk tenta di esiliare il suo vecchio amico su Delta Vega, ma è costretto comunque a ucciderlo privandolo temporaneamente dei poteri (grazie al sacrificio della dottoressa Dehner, che ricomparirà in ST - Into Darkness: curiosamente, inizialmente si era pensato proprio a Gary Mitchell al posto di Khan nel ruolo di antagonista) per poi seppellirlo vivo in una tomba che Mitchell aveva inizialmente destinato a lui.
Fin qui tutto ok, se non fosse che nel giornale di bordo Kirk, nel tentativo di difendere la memoria e l'onore di un amico, non farà mai riferimento a questa storia:
"Giornale di bordo, data astrale 1313.8. Ancora due vittime, la dottoressa Elizabeth Dehner, caduta nell'adempimento del proprio dovere, e l'aiuto comandante Gary Mitchell, stessa motivazione."
Quindi tecnicamente Gary Mitchell nei rapporti ufficiali della Flotta Stellare figura solo come uno dei tanti uomini caduti con onore nell'adempimento del dovere, qualcuno di cui certo non si studiano le gesta in Accademia e che Mariner non dovrebbe citare come personaggio importante al fianco di Spock e Worf, a meno di non conoscere la verità. Cosa che non può conoscere a meno di non aver visto, come noi, l'episodio in questione.
E questo è l'arzigogolo mentale dietro una sola battuta, capito il livello?

*

Ora facciamo finta che delle citazioni non ce ne freghi un'emerita e concentriamoci esclusivamente sulla storia e i personaggi. Cosa troviamo? Dal punto di vista tecnico una serie che parte in maniera molto classica, episodica, con personaggi piuttosto rigidi nella loro caratterizzazione, episodi sostanzialmente autoconclusivi e il ripristino generale dello status quo alla fine di ogni puntata.
Boimler e Mariner, per quanto ogni tanto sembrino allentare le redini e smussare i rispettivi angoli grazie alla reciproca influenza (da brava coppia di opposti che si attraggono tipica delle sit-com), in qualche modo si resettano per diventare il solito dito nel sedere e la ribellina dal cuore buono; Tendi e Rutherford sono invece presentati come la coppia di comprimari anime gemelle che l'ha capito anche il gatto che finiranno insieme: entrambi appassionati di scienza, entrambi gentili, pacati, ma soprattutto entusiasti della loro vita sulla Cerritos e senza particolari velleità di promozione o rancori nei confronti dell'autorità, che sentitamente ricambia.
La loro vita sulla Cerritos infatti scorre in maniera relativamente tranquilla laddove i guai veri capitano puntualmente a Boimler, spesso a causa dei colpi di testa di Mariner.
Tendi nutre un profondo rispetto per la dottoressa T'Ana (Gillian Vigman), medico di bordo appartenente alla razza dei caitiani (un omaggio all'avvenente M'Ress di ST - The Animated Series) dal carattere duro ma che tutto sommato apprezza gli sforzi e l'entusiasmo della giovane infermiera (che nel tempo libero e nelle pause bagno modifica a mano milioni di sequenze di DNA per sintetizzare un cane comune, e la cosa sembra andar bene a tutti, alla faccia dell'etica). Rutherford e il suo supervisore ci manca solo che limonino, al punto che può decidere di punto in bianco di cambiare casacca e sezione all'interno della nave senza che nessuno se ne faccia un cruccio. Come a farci capire che sono Boimler e Mariner a complicarsi inutilmente la vita per tutto il tempo.

Questo fino agli ultimi episodi.
Recensione della serie Star Trek - Lower Decks (Stagione 1 - 2020)
"Sua madre accetterebbe una piccola
connessione amorosa tra me e il 
comandante Shaxs? Mi piacerebbe
acchiappare quel bisteccone
bajorano con i miei ganci coitali.."
Un po' ti capisco, sorella....
Con un colpo di coda relativamente sconvolgente (noi divoratori compulsivi di serie animate lo abbiamo già visto accadere in Rick e Morty) Lower Decks prende e cambia trasformandosi di botto in una narrazione seriale e sviluppando una trama orizzontale: si abbandona inoltre il piglio da comedy e lo status quo implode su se stesso proprio a seguito dell'episodio più metanarrativo di tutti, il nono. 
Nel decimo episodio ci sono riferimenti a tutti i nove precedenti (proprio come i primi nove episodi erano stati pieni di riferimenti al passato di Star Trek), a dimostrazione che la natura episodica era solo una finta.
I personaggi più improbabili maturano, ne tornano altri che si credevano relegati alla gabbia dell'autoconclusivitá, i segreti vengono a galla, i conflitti si sgonfiano, spuntano ship e (graditissimi) cammei, c'è chi perde la memoria come in una soap argentina, spunta un villain abbastanza tosto ma soprattutto i cammini dei protagonisti si separano nonostante tutta la serie vertesse sul cameratismo e l'amicizia e gli opposti che collaborano, e la lotta al potere e il volemosebbene... 
Soprattutto muoiono personaggi di alto grado e di una certa importanza (quindi non i soliti Guardiamarina dalla giubba rossa: probabilmente un rimando alla morte di Tasha Yar alla fine della prima stagione di The Next Generation). Resta da vedere se la seconda stagione terrà il punto, come mi aspetto da una serie di Star Trek, o tempo pochi episodi e si ripristinerà quasi tutto come prima.
Personalmente spero di no.
Recensione della serie Star Trek - Lower Decks (Stagione 1 - 2020)
A bordo della U.S.S Titan, curiosamente, si usano le uniformi di First Contact
e non quelle di Next Generation della Cerritos.

IN CONCLUSIONE. . .

Alla fine di questa prima stagione di Lower Decks, che si è già preso a pieno diritto un posto nel mio cuoricino, posso dire di aver trovato un prodotto interessante, ben costruito e divertente (anche se ci si diverte poco poco sul finale, un cambio di rotta non da poco che personalmente ho adorato e spero si mantenga in seguito). Un prodotto nato da un amore sincero per Star Trek ma che può essere seguito senza problemi anche da chi non conosce a menadito la serie visto che crea una storia tutta sua che va diventando sempre più solida man mano che si va avanti.
Recensione della serie Star Trek - Lower Decks (Stagione 1 - 2020)
Una serie che si concentra sul background, sulla routine, su tutto quello che nelle serie precedenti ci è passato davanti solo di striscio e che tecnicamente dovrebbe annoiare mentre invece risulta spassosissimo nonché perfettamente in linea con la lore della serie (forse J.J. Abrahams ce lo ha fatto dimenticare ma Star Trek non era incentrato esattamente sulle battaglie spaziali al cardiopalma); dove si lascia tutto il peso della storia a chi conta di meno e si portano continuamente a galla incoerenze, stranezze, e assurdità del franchise, con un'irriverenza mai irrispettosa neanche nei momenti di umorismo più grezzo.
Sì, non considero irrispettoso nemmeno insinuare che l'equipaggio della Cerritos possa usare l'holodeck a scopo ricreativo-sessuale, che Boimler affermi di volersi limonare la nave - i capitani letteralmente vivono per il loro lavoro - o che la resurrezione di Spock sia una stronzata.
Lo abbiamo pensato tutti.
Dietro la maschera della burla Lower Decks è puro Star Trek proprio come accade a Mariner, che dietro la maschera dell'insubordinazione e dell'indisciplina si ritrova ad incarnare i valori più puri della Federazione dei Pianeti Uniti.
Recensione della serie Star Trek - Lower Decks (Stagione 1 - 2020)
In chiusa: qualcuno in giro per il pazzo web si è domandato come mai un prodotto d'animazione che non si può considerare in alcun modo rivolto ai bambini censuri le parolacce con i BEEP.
Io ho una mia teoria, anzi due, entrambe plausibili. 
Una è che molto semplicemente a livello narrativo si voglia fare il verso alle comedy più family friendly da tv (quando quello che vediamo raramente è family friendly e non è censurando un paio di "fottiti" che risolveranno la situa); l'altra che è si voglia semplicemente evitare il "bollino rosso" (NC-17), dal momento che in America puoi mostrare praticamente la qualunque ma se in un prodotto inserisci due F***K (letteralmente, due) ti becchi d'ufficio il vietato ai minori.
Giudizio finale:

2 commenti:

  1. La seconda stagione hai già avuto modo di vederla?

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    Risposte
    1. No, solo il primo paio di episodi, ammetto di avere un po' di arretrati! Tiene botta? :D

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